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Se il pancreas potesse parlare: quale dieta preferirebbe tra High Carb e Low Carb?

1. Le due diete a confronto

Immaginiamo per un momento di poter rivolgere una domanda direttamente al pancreas: quale dieta preferisci, una dieta ricca di carboidrati oppure una dieta Low Carb?

Per rispondere dobbiamo osservare che cosa accade nell'organismo quando cambia la composizione dei macronutrienti introdotti con l'alimentazione.

In una dieta High Carb, una quota importante dell'energia alimentare proviene dai carboidrati. Dopo il pasto, la digestione dei carboidrati determina un aumento della glicemia e il pancreas endocrino deve rispondere producendo insulina.

In una dieta Low Carb, invece, la quantità di carboidrati viene ridotta e aumenta proporzionalmente l'utilizzo dei grassi come fonte energetica. La risposta insulinica si riduce e aumenta il ruolo del glucagone, che favorisce l'utilizzo delle riserve energetiche.

La differenza fondamentale tra le due diete, quindi, non riguarda soltanto la quantità di carboidrati e grassi introdotti, ma anche il diverso lavoro fisiologico richiesto al pancreas e all'intero organismo.

2. Quando arrivano i carboidrati: il lavoro dell'insulina

Quando introduciamo una quantità significativa di carboidrati, il glucosio nel sangue aumenta.

Il pancreas rileva questa variazione e le cellule beta delle isole pancreatiche producono insulina.

L'insulina ha un ruolo fondamentale nella gestione del glucosio. Favorisce il suo ingresso nelle cellule, stimola la formazione di glicogeno, ma allo stesso tempo riduce l'utilizzo dei grassi come fonte energetica.

In altre parole, quando l'insulina aumenta, l'organismo viene indirizzato verso l'utilizzo e l'immagazzinamento del glucosio.

3. E quando arrivano i grassi?

Con una dieta Low Carb la situazione metabolica cambia.

La minore disponibilità di carboidrati riduce la necessità di una forte risposta insulinica. Contemporaneamente aumenta il ruolo del glucagone, che favorisce la mobilizzazione delle riserve energetiche e l'utilizzo dei grassi.

Ma prima di proseguire è necessario affrontare una delle convinzioni più diffuse quando si parla di alimentazione:

i grassi fanno ingrassare?

La risposta, nell'ambito di questo confronto, è no. Non sono i grassi alimentari in quanto tali a determinare automaticamente l'aumento del grasso corporeo.

I grassi possono infatti essere utilizzati direttamente come combustibile dall'organismo. Possono essere mobilizzati dal tessuto adiposo e utilizzati dal cuore e dai muscoli come fonte energetica. Vengono ampiamente usati come combustibile in molti tessuti del corpo. Quando poi si basa l'alimentazione prevalentemente su grassi e proteine, non solo il livello energetico risulta più stabile, ma anche il senso di sazietà.

Inoltre uno studio recente ha mostrato che diete a basso contenuto di carboidrati sono più efficaci nel mantenimento del peso e determinano un misurabile aumento del dispendio energetico, rispetto a diete ad alto contenuto di carboidrati.

Quando poi si riduce ulteriormente l'apporto di carboidrati alimentari, i grassi contribuiscono alla produzione di corpi chetonici, che possono essere utilizzati anche dal cervello. E' per questo che si sente parlare spesso di diete chetogeniche oggigiorno.

Il nostro organismo dispone quindi di un sistema fisiologico per utilizzare i grassi come fonte di energia e per gestirne le riserve.

Esistono inoltre acidi grassi essenziali che devono essere introdotti con l'alimentazione, mentre non esiste un carboidrato essenziale equivalente. Il corpo infatti può prodursi il glucosio necessario da solo tramite un processo detto gluconeogenesi che avviene nel fegato, normalmente attivo ma stimolato molto di più quando si riduce l'introduzione dei carboidrati dalla dieta.

4. Il pancreas non produce soltanto insulina

Quando si parla di pancreas si pensa quasi sempre all'insulina e al diabete.

Il pancreas svolge però due grandi funzioni fisiologiche: una funzione endocrina e una funzione esocrina.

La funzione endocrina è svolta dalle isole pancreatiche, dove troviamo principalmente le cellule beta che producono insulina e le cellule alfa che producono glucagone.

La funzione esocrina o digestiva è invece legata alla produzione degli enzimi e del bicarbonato necessari per la digestione degli alimenti.

La componente esocrina rappresenta la parte quantitativamente maggiore del pancreas.

Questa distinzione è importante perché carboidrati e grassi non richiedono lo stesso tipo di lavoro al pancreas.

5. La dieta High Carb e le cellule beta

Se una dieta contiene una grande quantità di carboidrati, dopo i pasti si verificano aumenti della glicemia che richiedono una risposta insulinica.

Le cellule beta devono quindi intervenire ogni volta che è necessario riportare il glucosio verso valori compatibili con l'equilibrio fisiologico.

Una dieta cronicamente ricca di carboidrati può quindi determinare una richiesta continua di produzione di insulina.

L'insulina è indispensabile alla vita, perchè svolge, oltre al ruolo di regolare l'eccesso di glucosio nel sangue e l'immagazzinamento energetico, numerose altre funzioni.

Il problema riguarda piuttosto la quantità di questo ormone che è appropriata fisiologicamente, ed anche il lavoro richiesto alle cellule beta pancreatiche quando devono rispondere ripetutamente e cronicamente a elevati stimoli glicemici.

Nel tempo, una stimolazione continua può determinare stress ossidativo e stress del reticolo endoplasmatico, con conseguente ipertrofia funzionale delle cellule beta.

Quando questa condizione si prolunga, può verificarsi una progressiva perdita della loro efficienza e della capacità di mantenere una corretta regolazione della glicemia.

Questo rappresenta uno dei passaggi verso la disfunzione delle cellule beta e il diabete di tipo 2.

6. La dieta Low Carb riduce la richiesta di insulina

Riducendo i carboidrati, diminuisce anche la quantità di glucosio che deve essere gestita dopo il pasto.

Di conseguenza diminuisce la necessità di produrre grandi quantità di insulina.

Il pancreas endocrino viene quindi sottoposto a una minore stimolazione insulinica.

Questo non significa che il pancreas smetta di lavorare. Significa che cambia il tipo di lavoro richiesto.

La regolazione energetica si sposta maggiormente verso l'utilizzo dei grassi, mentre il glucagone assume un ruolo relativamente più importante.

La riduzione della richiesta insulinica può inoltre migliorare la sensibilità all'insulina e, soprattutto nelle fasi iniziali del diabete di tipo 2, consentire un recupero della funzione delle cellule beta.

Diete Low-carb sono infatti state usate con successo per la remissione del diabete di tipo 2 o per la riduzione della necessità dei farmaci per gestirlo.

7. Ma i grassi non fanno lavorare il pancreas?

Certamente anche i grassi devono essere digeriti.

La digestione dei grassi coinvolge il pancreas esocrino, che produce gli enzimi digestivi necessari, e richiede inoltre la partecipazione della bile e della colecisti.

Questo significa che una dieta ricca di grassi determina un'attività del pancreas esocrino.

Ma dobbiamo ricordare che questa è precisamente una delle sue funzioni fisiologiche principali.

Il pancreas esocrino produce continuamente enzimi digestivi e possiede una notevole capacità funzionale.

Il discorso è quindi diverso rispetto alla funzione endocrina.

8. Quale parte del pancreas sembra quindi più sotto pressione?

A questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale.

Se chiedessimo al pancreas quale dieta preferisce, dovremmo distinguere le sue due componenti funzionali.

Il pancreas esocrino è specializzato nella produzione degli enzimi necessari alla digestione. Una dieta ricca di grassi richiede certamente un'attività digestiva importante, ma si tratta di una funzione per la quale il pancreas è strutturalmente e funzionalmente attrezzato.

Il pancreas endocrino, invece, deve mantenere costantemente sotto controllo la glicemia attraverso una precisa regolazione ormonale.

Una dieta ricca di carboidrati sottopone quindi le cellule beta a una stimolazione insulinica ripetuta nel corso della giornata e, nel lungo periodo, per molti anni.

Una dieta Low Carb riduce invece questa richiesta.

9. Il vero punto critico è quindi la regolazione del glucosio

Bisognerebbe perciò smettere di considerare i grassi come il problema.

Il nostro organismo possiede sistemi per utilizzare e immagazzinare i grassi.

Possiede inoltre un apparato digestivo specializzato per gestirli.

La regolazione del glucosio richiede invece una precisa coordinazione tra pancreas, insulina, glucagone, fegato, muscoli e tessuto adiposo.

Quando questo sistema viene continuamente sollecitato, può progressivamente perdere efficienza.

Le cellule beta hanno inoltre una capacità rigenerativa limitata e una loro progressiva perdita di funzione può compromettere la capacità dell'organismo di mantenere una corretta regolazione della glicemia.

10. Se il pancreas potesse parlare...

Alla fine possiamo tornare alla domanda iniziale: quale dieta preferirebbe il pancreas?

La dieta High Carb richiede una forte e ripetuta attività del pancreas endocrino per mantenere sotto controllo la glicemia.

La dieta Low Carb riduce invece la richiesta di insulina e sposta maggiormente il metabolismo verso l'utilizzo dei grassi.

I grassi richiedono comunque l'intervento del pancreas esocrino per essere digeriti. Ma questa è una funzione fisiologica che rientra nel normale lavoro digestivo del pancreas.

Il confronto tra le due diete porta quindi a una considerazione precisa: il problema non è semplicemente quanto lavoro debba svolgere il pancreas, ma quale delle sue funzioni venga continuamente stimolata e per quanto tempo.