Domande comuni
Parte 1
- Perché faccio fatica a dimagrire?
- Perché il grasso si accumula sulla pancia?
- Perché ho sempre fame?
- Perché la glicemia è normale ma il medico mi dice di fare attenzione?
Sono domande molto frequenti.
C'è chi non riesce a perdere peso nonostante mangi meno. Chi nota che il grasso tende ad accumularsi soprattutto sull'addome. Chi ha una fame quasi continua, soprattutto di dolci o carboidrati. Chi, pur avendo una glicemia ancora normale, riceve dal medico il consiglio di controllare l'alimentazione perché "potrebbe esserci un problema metabolico".
A prima vista sembrano situazioni completamente diverse.
È naturale quindi cercare una soluzione specifica per ciascuna di esse: una dieta per dimagrire, un integratore per ridurre l'appetito, esercizi per eliminare il grasso addominale oppure nuovi esami del sangue.
Ma se queste manifestazioni fossero semplicemente facce diverse dello stesso fenomeno?
Il corpo funziona come un sistema
Quando compare una spia sul cruscotto dell'automobile, raramente il problema è la lampadina.
La spia segnala che, da qualche parte, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
Anche il nostro organismo funziona in modo simile.
Peso corporeo, fame, glicemia, trigliceridi, colesterolo, pressione arteriosa e molti altri parametri non sono compartimenti separati. Fanno parte dello stesso sistema e spesso cambiano insieme.
Per questo motivo osservare un solo parametro può essere fuorviante.
Perché il grasso si accumula proprio sull'addome?
Molte persone attribuiscono il grasso addominale semplicemente all'età oppure alla mancanza di attività fisica.
Questi fattori possono certamente contribuire, ma non spiegano tutto.
L'organismo non deposita energia in modo casuale.
Quando alcuni meccanismi metabolici iniziano a perdere efficienza, la distribuzione del grasso corporeo cambia e l'addome diventa una delle sedi preferenziali di accumulo.
Il grasso addominale, quindi, non rappresenta soltanto un problema estetico, ma può essere uno dei primi segnali di uno squilibrio metabolico.
Perché è così difficile dimagrire?
Molte persone pensano che basti mangiare meno.
In realtà il dimagrimento non dipende soltanto dalla quantità di calorie introdotte.
Dipende soprattutto da come l'organismo decide di utilizzare o immagazzinare l'energia disponibile.
Quando il metabolismo privilegia l'accumulo rispetto all'utilizzo delle riserve, perdere peso diventa sempre più difficile.
È il motivo per cui due persone che assumono quantità simili di calorie possono ottenere risultati completamente diversi.
Perché ho sempre fame?
Anche la fame non dipende esclusivamente dalla forza di volontà.
È regolata da numerosi segnali prodotti dal cervello, dagli ormoni e dai tessuti dell'organismo.
Quando questi segnali iniziano ad alterarsi, può comparire una sensazione di fame frequente, soprattutto dopo pasti ricchi di carboidrati raffinati.
Molte persone interpretano questa situazione come una mancanza di autocontrollo.
In realtà, spesso è il metabolismo che sta inviando segnali alterati.
Ma se la glicemia è normale?
Questa è probabilmente una delle situazioni che genera maggiore confusione.
Molti pensano che una glicemia normale significhi automaticamente che il metabolismo funzioni perfettamente.
Non sempre è così.
L'organismo possiede numerosi meccanismi di compenso che possono mantenere la glicemia entro valori apparentemente normali anche quando il sistema metabolico sta già lavorando con maggiore difficoltà.
Per questo motivo il medico può consigliare di intervenire sullo stile di vita anche in presenza di una glicemia ancora normale.
Un'unica origine?
Queste condizioni possono comparire in momenti diversi e con intensità differenti.
Una persona potrebbe iniziare ad avere soltanto qualche chilo in più sull'addome.
Un'altra potrebbe lamentare soprattutto fame continua.
Un'altra ancora potrebbe presentare trigliceridi elevati, HDL bassi o pressione arteriosa aumentata.
Osservati singolarmente sembrano problemi distinti.
Osservati insieme iniziano invece a raccontare una storia diversa.
Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che molte di queste alterazioni sono spesso associate a un meccanismo comune: una progressiva riduzione della sensibilità dei tessuti all'azione dell'insulina, nota come insulino-resistenza.
L'insulina non regola soltanto la glicemia. È uno degli ormoni che coordinano l'utilizzo, l'immagazzinamento e la distribuzione dell'energia nell'organismo. Per questo motivo, quando il suo funzionamento si altera, gli effetti possono manifestarsi in modi molto diversi: aumento del grasso addominale, difficoltà a dimagrire, maggiore appetito e alterazioni di diversi esami del sangue.
Guardare il quadro d'insieme
La medicina moderna dispone di moltissimi esami di laboratorio.
Il rischio, però, è concentrarsi esclusivamente sul singolo numero.
Un valore leggermente alterato viene corretto.
Un altro viene semplicemente controllato.
Ma raramente ci si chiede se tutti quei piccoli cambiamenti facciano parte dello stesso processo.
L'insulino-resistenza è un buon esempio di questo approccio. Nelle fasi iniziali può essere presente per anni senza provocare un aumento evidente della glicemia. Nel frattempo, però, il metabolismo può iniziare a modificarsi in molti altri aspetti.
Per questo motivo è importante imparare a interpretare l'insieme dei segnali, piuttosto che aspettare che un singolo valore superi la soglia di normalità.